Una storia lunga più di un secolo

Gli inizi



La coltivazione dell’olivo nei terreni che oggi costituiscono l’Azienda Palozzo risale ai primissimi anni del secolo scorso, quando il nonno dell’attuale titolare, Don Nicolantonio Palozzo, li acquistò. Allora la coltivazione non era estesa come l’attuale, ma si limitava ad alcune decine di olivi secolari, che si inframezzavano ad altre coltivazioni, in prevalenza di vite.


Gli anni '70



Nella prima metà degli anni ’70 il nipote Mario, attuale titolare dell’azienda, creò il primo impianto per la coltivazione dell’olivo, mettendo a dimora circa 300 piante in prevalenza della varietà leccino ma anche dritta di Loreto, con un sesto d’impianto abbastanza intensivo che prevedeva un numero di piante variabile fra 300 e 500 per ettaro, secondo i dettami dell’olivocultura all’epoca dominanti. La produzione era molto limitata e destinata ad una ristretta cerchia di clienti, per lo più amici e conoscenti, che avevano potuto apprezzarne le qualità e che conoscevano la cura e la passione con cui l'olio veniva prodotto.


Il nuovo secolo



Nel 2005 matura l’idea di ampliare l’oliveto e viene creato un nuovo impianto con circa 350 piante del genere leccino, che vengono messe a dimora con sesto d’impianto estensivo, prevedendo circa 200 piante per ettaro. Oggi l’Azienda Agricola Palozzo conta un oliveto di quasi 650 piante, che si estende su una superficie di circa 4 ettari. La produzione annuale di olio è di 120 ql e conserva sempre la stessa cura nella coltivazione delle piante e nella lavorazione dell’olio. Nell’azienda, infatti, l’utilizzo di sostanze chimiche è assolutamente ridotto, la fertilizzazione dei terreni è affidata a concimazioni naturali e l’ulivo viene ancora irrorato con del semplice solfato di rame. Durante la raccolta, che viene sempre anticipata quando il frutto non è ancora del tutto maturo, le olive vengono raccolte ed avviate al frantoio nella stessa giornata, in modo che fra la fase iniziale e quella di produzione dell’olio non passino più di 24 ore.


La certificazione DOP



Durante il 2017 matura l’idea di selezionare una parte della produzione e di certificarla per la prima volta come Olio d’Oliva Extravergine di Denominazione d’Origine Protetta (DOP) Aprutino-Pescarese. Nasce così un olio che si differenzia innanzitutto per la qualità, frutto di una piccola ed attenta produzione che rispetta rigorosamente l’accurato disciplinare di produzione dell’Olio DOP, poi per la sua bottiglia in gres porcellanato che garantisce all’olio di conservare la stessa fragranza, sapore e profumo del momento della molitura, impedendo alla luce di ossidarlo.